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IMPULSO

Eppure, sono 25 anni che mi esercito in un linguaggio che è invece internazionale, che parlano o che potrebbero o dovrebbero parlare quasi tutti gli uomini. E' il linguaggio dell'arte. Però, fino ad oggi, non ho trovato a Stromboli nessun posto in cui la lingua dell'arte si possa parlare pubblicamente.

Io so che a Stromboli vivono molte persone che si esprimono nella lingua dell'arte, nella stessa maniera in cui la praticano i partecipanti al 'Salone del fuoco'. Perché non ci incontriamo tutti insieme al prossimo 'Salone del fuoco' in Marzo 2005? Perché non lasciamo dialogare le nostre opere d'arte insieme o anche in controversia, pubblicamente e in uno spazio pubblico, per così attirare anche altre persone in questo dialogo? Che dicano se un'opera d'arte dice loro qualcosa, positivo o negativo, fa lo stesso.  Infatti, il linguaggio dell'arte ha il grande vantaggio di non avere regole fisse, al contrario delle altre lingue. Ci sono invero persone che ne parlano, ossia che dicono che esistono regole nell'arte, ma lì comincia già il linguaggio dell'economia, che vuole fare commercio con le opere d'arte. Ciò è legittimo, ma non è un criterio primario per l'arte. Poiché il linguaggio dell'arte non è misurabile come, ad esempio, il prezzo delle banane. Il linguaggio dell'arte non può andare a male come una banana. Il linguaggio dell'arte è sempre vivo e culturale. 5000 anni fa era diverso da oggi, eppure quelle antiche opere d'arte ci parlano ancora. Il linguaggio dell'arte è cambiato costantemente e deve rinnovarsi di continuo, quotidianamente. Questa è l'unica regola che io riconosco.

E così anche il vulcano Stromboli è un'opera che da più di 2000 anni si rinnova costantemente, che parla in maniera visibile e udibile, con segnali di fumo, fontane di lava e tuoni, e crea così - dal mio punto di vista - una metafora per l'arte. Così come per il vulcano è indifferente quello che esso stesso dice, in ugual maniera è importante per tutti gli stromboliani che esso parli. Poiché quanto meno parla, tanto più pericoloso diventa. E così è pure per l'arte. Quanto meno persone producono arte, si interessano per l'arte, curano il linguaggio dell'arte, tanto più grande è il pericolo per noi tutti. Per impedire che ciò avvenga, dobbiamo far aumentare tutti insieme la lingua dell'arte, allo stesso modo in cui tutti i vulcani del mondo con la loro attività hanno arricchito il nostro pianeta e la nostra cultura.

(traduzione dal tedesco di Clara Bencivenga Trillmich)






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